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24 ottobre 2011
CONTROLLO DELLA POPOLAZIONE, AUMENTO DELLA DEMOCRAZIA, LEGALIZZAZIONE DI DROGHE LEGGERE, GIOCO D’AZZARDO E PROSTITUZIONE
 

CONTROLLO DELLA POPOLAZIONE

A prescindere dalle stupidaggini la sovrappopolazione è un vero problema per l’Italia che ha una densità di quasi 200 abitanti per chilometro quadrato e una significativa scarsità di risorse. Bisogna quindi agire per una contrazione o per lo meno una stabilizzazione della popolazione.

  1. Tassazione pro-capite per contrastare l’incremento della popolazione (le famiglie con molti figli pagano di più).
  2. Controllo degli ingressi degli extra-comunitari in relazione alle necessità pubbliche e private.
  3. Regolarizzazione di tutti gli immigrati lavoratori extra-comunitari già presenti sul territorio nazionale
  4. Abolizione del reato di immigrazione clandestina
  5. Possibilità di ricongiungimento familiare per tutti i profughi ambientali e di guerra

AUMENTO DELLA DEMOCRAZIA

Democrazia etimologicamente significa governo del popolo. Attualmente non è il popolo a governare, ma una ristretta oligarchia composta da banchieri, multinazionali, istituzioni sovranazionali non eletti da nessun cittadino (ONU, WTO, FMI, Banca Mondiale) e famiglie influenti (Rothschild, Rockefeller, etc.) capace di influenzare e modificare la vita di tutti. I cittadini sono pedine relegate a raccogliere consensi (attraverso il voto), a produrre e consumare all'interno di un ciclo produttivo che li rende schiavi del consumismo. L'attuale politica "rappresentativa" ha fallito, perchè incapace di rappresentare il cittadino all'interno delle istituzioni. E’ necessaria immediatamente l'introduzione massiccia di strumenti di democrazia diretta (referendum e assemblee popolari, a livello cittadino fino a quello nazionale), affinché ogni singolo cittadino possa sentirsi parte attiva all'interno della res-publica

Comitati, enti locali e associazioni di cittadini possono proporre allo Stato miglioramenti delle leggi esistenti. In caso di contrasti tra i portatori di interessi si effettueranno referendum a maggioranza semplice (senza quorum) a scala dal livello locale a nazionale per rusikvere democraticamente tali contrasti.

  1. Istituzione del Ministero delle Proposte e Proteste per aumentare il tasso di democrazia diretta attraverso la diretta partecipazione dei singoli e delle associazioni alla gestione dello stato e alla promulgazione di leggi.
  2. Abolizione del reato penale di diffamazione a chi espressamente si dedica ad attività di satira. Tale abolizione sarà retroattiva e determinerà la restituzione delle spese legali da parte dei presunti diffamati e la restituzione del denaro agli autori di satira.
  3. Abolizione del reato penale di diffamazione a mezzo stampa con obbligo di pubblicazione delle eventuali repliche da parte di coloro che si sentano diffamati con lo stesso rilievo dato agli articoli contestati

LEGALIZZAZIONE DI DROGHE LEGGERE, GIOCO D’AZZARDO E PROSTITUZIONE

La decisione di utilizzare sostanze di origine naturale che rappresentano al massimo un problema individuale non deve diventare un problema sociale come avviene con gli alti costi e profitti dovuti al controllo dell’economia da esse derivanti da parte delle organizzazioni criminali. Discorso analogo vale per il gioco d’azzardo.

Per quanto riguarda la prostituzione essa deve svolgersi in ambienti sicuri e sotto controllo sanitario, oltre che essere sottoposta a normale tassazione.

La criminalizzazione di tali attività ha favorito le mafie e i gruppi di interesse a scapito della logica e della ragione. Per cui tutti i politici che hanno votato le leggi repressive in materia di droghe leggere sono considerati fiancheggiatori delle organizzazioni criminali che ne hanno tratto profitto e come tali saranno processati.

  1. Vengono legalizzate e poste sotto il controllo dello stato la prostituzione, il traffico di droghe leggere, il gioco d’azzardo
  2. Viene depenalizzato il consumo di sostanze psicotrope di origine natuale, ma vengono raddoppiate le pene nel caso gli stati alterati causino danni a cose o persone.
  3. Viene mantenuta la legislazione viggente per quanto riguarda le sostanze chimiche o i principi attivi puri sottoposti alla legislazione farmaceutica.

24 ottobre 2011
LOTTA AI NEMICI DELLO STATO E DEL POPOLO, TAGLIO DEI FINANZIAMENTI AI PRIVATI
 

TAGLIO DEI FINANZIAMENTI AI PRIVATI

Nella storia la violenza e la tirannia sono stati a beneficio di organizzazioni economicamente poderose e hanno spodestato la legittimità dei titoli di proprietà degli individui con l’aiuto dello Stato. La fine dei loro monopoli su acqua, energia, risorse naturali minerebbe il potere delle organizzazioni imprenditoriali gerarchiche e centralizzate e faciliterebbe la creazione di cooperative di lavoratori. Questi principi libertari portano correttamente al rifiuto di qualunque tipo di privilegio alle imprese influenti, e ai gruppi professionali o gli individui di usare il potere dello Stato per sfruttare altri, come le alleanze imprenditoriali che ottengono privilegi fiscali aggiudicandosi vantaggi non provenienti dal mercato ne dalla competizione, o quando gruppi professionali mantengono dati privilegi e quindi ricchezza attraverso costosi requisiti di licenza, imposte, e mantenuti per e dallo Stato.

  1. Taglio dei finanziamenti alla scuola privata a favore di quella pubblica. L’educazione pubblica sarà finanziata primariamente rispetto alle scuole e istituti privati seppur parificati.
  2. Taglio dei finanziamenti alla Protezione Civile a favore di Guardiaparco e Vigili del Fuoco
  3. Tutte le rendite ecclesiastiche di tipo commerciale saranno tassate come le altre attività produttive
  4. Taglio dei finanziamenti agli Enti privati a favore di quelli pubblici
  5. Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è stato bocciato da un referendum. Rispetto per il Popolo Sovrano. Non esiste alcuna giustificazione di farlo rinascere con un altro nome.
  6. Togliere il buono scuola alle famiglie che mandano i figli nelle scuole private.
  7. Abolire ogni finanziamento pubblico ai giormali di partito e alle associazioni create dai parlamentari per scopi clientelari.
  8. Lo Stato provvederò a una radicale riforma del sistema di istruzione popolare, al fine di permettere ad ogni giovane capace ed attivo di raggiungere un'istruzione superiore e quindi di salire a posti direttivi. La comprensione del concetto di Stato deve venire diffusa dalla scuola (istruzione civica) non appena incomincia ad aprirsi l'intelligenza del fanciullo.
  9. I figli di genitori poveri, dotati di particolare intelligenza, verrano educati a spese dello Stato, senza aver riguardo alla posizione sociale o alla professione dei genitori.

LOTTA AI NEMICI DELLO STATO E DEL POPOLO

Lo stato deve garantire il benessere di tutti i cittadini e la qualità dell’ambiente che li circonda. La Natura è la base della vita sulla terra. La biodiversità è il vero valore di questo pianeta. Chi non capisce questi fondamenti è un primitivo e deve essere messo in condizione di non nuocere. E’ necessario combattere l’ignoranza ed essere spietati contro coloro che distruggono il territorio per creare denaro a vantaggio di pochi. Bisogna essere nemici assoluti dell’economia liberista che distrugge stati, territori e popolazioni sia umane che animali.

Un Comitato di Salute Pubblica provvederà, anche sulla base di segnalazioni da parte di enti locali, comitati e associazioni di cittadini, alla preparazione di liste di proscrizione per l’incameramento dei beni di tutti coloro che negli ultimi trenta anni hanno favorito speculazione edilizia, finanziaria, criminale attraverso la loro politica, le loro leggi, i loro mass media.

Verranno proscritti anche tutti coloro tutti coloro che si rifiuteranno di sottostare al presente catalogo che saranno considerati nemici della biosfera e quindi dell’umanità. Saranno dichiarati nemici del popolo ed i loro beni saranno incamerati dallo stato.

  1. Noi chiediamo la lotta a fondo contro coloro che esplicano attività dannose per l'interesse della comunità. Coloro che commettono delitti contro il popolo. gli usurai, i profittatori ecc. devono essere messi in condizione di non nuocere, senza distinzione di confessione o di casta.
  2. Verranno sciolte le società segrete e i loro beni saranno incamerati dallo stato
  3. La grande evasione fiscale deve essere penalizzata con pene tanto più severe quanto più è personalmente ricco l’evasore. Questa norma deve essere retroattiva e colpire i privati che hanno favorito con la loro condotta il deficit statale.
  4. Tutti i deputati che hanno votato leggi contrarie alla qualità del territorio e alla sicurezza nazionale, comprese le spese eccessive di bilancio, i condoni sia fiscali che edilizi e gli eventuali conflitti di interesse dovranno pagare di persona le violazioni della Costituzione e alla pubblica utilità insieme ai privati che ne hanno tratto vantaggio.
  5. Saranno sciolti i partiti secessionisti e i loro beni saranno incamerati dallo stato
  6. Tutti i beni di società private che hanno ottenuto vantaggi attraverso signoraggio, corruzione dei politici, connivenze con le organizzazioni segrete e criminali saranno acquisiti dallo stato in proporzione ai guadagni illeciti acquisiti

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24 ottobre 2011
SISTEMA BANCARIO
 

SISTEMA BANCARIO

Le banche devono fornire un servizio non impadronirsi del pianeta e di tutti i suoi abitanti in nome del profitto. non possono avere l’autorità di impadronirsi delle risorse di una nazione e delle ricchezze dei suoi abitanti determinandone il destino.

Qualsiasi organismo finanziario provochi danni all’umanità e alla biosfera deve essere posto sotto il controllo del popolo. Qualsiasi governante si opponga all’interesse del popolo e al miglioramento della qualità ambientale favorendo interessi privati è un criminale e deve essere abbattuto se necessario. Tutte le proprieta’ delle famiglie che hanno gozzovigliato insieme alle loro logge massoniche di rifferimento devono passare (anzi tornare) sotto il controllo statale.

Il popolo deve essere proprietario di tutta la moneta emessa dallo Stato. Adesso la moneta è emessa da Banche Centrali private e prestata allo Stato in cambio di Titoli. Questo prestito obbliga lo Stato a tassare i suoi cittadini per ripagare il debito contratto nei confronti dei banchieri. Se la moneta fosse di proprietà del popolo, lo Stato sarebbe in grado di emettere la moneta necessaria a produrre beni e servizi utili alla collettività (scuole, ospedali, fondi per la ricerca scientifica, servizi di trasporto, migliori comunicazioni, etc.), senza generare inflazione, senza generare un debito eterno, garantendo un benessere collettivo.

Restituendo la sovranità monetaria al popolo, lo Stato (e di conseguenza i suoi esattori legalizzati es. Equitalia GERIT S.p.A.) non avrebbe più la necessità di tassare i cittadini come adesso avviene, in quando non è più obbligato a depredare denaro dalle tasche degli italiani. Ne conseguirebbe una ristrutturazione del sistema fiscale, abolendo le attuali imposte ed aliquote, e sostituendole con imposte con aliquote finalizzate alla realizzazione di azioni di pubblica utilità, a livellare eventuali pressioni inflazionistiche e regolare il potere d'acquisto della moneta.

  1. viene posta sotto il controllo dello Stato e quindi del Popolo, anche mediante azionarato popolare, la Banca d’Italia.
  2. le banche, le assicurazioni, le società le persone legate direttamente o indirettamente alle organizzazioni criminali o che hanno finanziato crimini ambientali e contro l’umanità in Italia e all’estero saranno sequestrate e i loro beni incamerati per un ammontare pari ai guadagni ottenuti dalle organizzazioni criminali grazie ai buoni auspici di tali società, banche, assicurazioni.

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28 settembre 2011
MONDO IN PERICOLO
 Noi non viviamo in un tempo come un altro, in cui ognuno può prendersi il lusso di dedicarsi soltanto alle sue cose personali, al suo lavoro e ai suoi interessi particolari, perché tanto “il mondo va avanti lo stesso”. Il mondo ora sta correndo un pericolo e se nessuno fa niente non dico che finirà, ma certamente non andrà più avanti come prima. Il pericolo si chiama Stati Uniti d’America: tale federazione - in realtà un Paese unico e monolitico - è sul punto di ottenere il dominio planetario e questo è un pericolo perché gli USA non vogliono comandare il mondo allo scopo di governarlo, ma allo scopo di sfruttarlo. Gli USA non sono una riedizione dell’Impero Romano, come pure vogliono fare credere con la falsa modestia d’obbligo. Lo fossero qualcuno li potrebbe anche accettare, ma non lo sono: i Romani assoggettarono sì il mondo con la forza ma poi lo governarono, gli diedero cioè qualcosa in cambio, una amministrazione, degli ordinamenti, delle città edificate, delle infrastrutture (ad esempio 85.000 chilometri di strade, quasi tutte in contrade che non le avevano mai viste prima); agli Americani invece gli altri popoli interessano solo come fornitori di materie prime e di manodopera, come schiavi. Eventualmente come consumatori. Il problema è che la gente non si rende conto del pericolo. Non se ne rende conto perché gli USA sono un Paese singolare, di un tipo unico nel suo genere e che non si era mai visto prima; non se ne rende conto perché gli USA, nonostante la notorietà e l’abbondanza delle informazioni, della cronaca e anche dei contatti diretti, sono in verità degli sconosciuti. C’è quindi un compito impellente in questi tempi per gli uomini all’altezza e di buona volontà: contribuire a colmare questa lacuna, informare la gente sulla vera natura degli Stati Uniti. Gli USA non sono un argomento semplice. Del resto lo fosse stato non saremmo qui a parlarne ora. Gli USA innanzitutto sono un sistema, dove tutte le sue manifestazioni sono collegate e interdipendenti: non si può veramente capirne un solo aspetto se non si ha capito il tutto. Il fatto poi che questi aspetti siano tutti negativi, alcuni addirittura micidiali (le vittime delle guerre e delle repressioni per procura, che sono decine di milioni), aggrava l’inconveniente perché la gente stenta a credere a una negatività così completa: sembra pregiudizio.
Quindi gli USA presentano una difficoltà davvero singolare: la costante dicotomia fra ciò che dicono di essere e di fare e ciò che invece effettivamente sono e fanno. Sono un Paese che sembra preda di una ipocrisia congenita e profondissima, si direbbe patologica, dove i fatti contraddicono costantemente le parole e dove la pratica sconfessa sistematicamente la teoria. Le nobili parole della Dichiarazione di Indipendenza nascondevano la ribellione dei grandi mercanti Puritani del New England nei confronti della Corona inglese che li aveva tagliati fuori dal mercato della Cina per favorire la East India Company di Londra. La Costituzione del 1787 cominciava con le parole WE THE PEOPLE così in maiuscolo ma stabiliva un sistema oligarchico basato sul danaro così ferreo da essere arrivato da allora sino ad oggi assolutamente inalterato. La libertà di stampa e di espressione così decantata e vantata dagli americani è cosa campata per aria, sterile: si può stampare e dire ciò che si vuole a patto che ciò non arrivi davvero al pubblico. Come con gli oppositori: anche se pacifici, possono esistere se non mettono in pericolo davvero il sistema, altrimenti sono incarcerati con pretesti, perseguitati nella vita o anche uccisi dall’FBI per strada. Teoricamente ci possono essere tutti i partiti politici, e difatti ce ne sono attualmente 29 negli USA, compreso un Communist Party USA, ma di fatto per il meccanismo dei finanziamenti e delle liste se ne possono affermare solo due, quelli infatti sulla ribalta da sempre, il Democratico e il Repubblicano, che oltretutto sono un partito solo, o le due facce della medesima medaglia. La politica estera americana è sempre stata un campionario di belle intenzioni e di roboanti slogan dietro cui stavano costantemente obiettivi addirittura sordidi. Si potrebbe continuare per pagine. Gli USA sono dunque un argomento complesso e difficile. Ma se si vuole fare qualcosa per il mondo, sì qualcosa per il mondo, questa è una occasione. Il tempo e le energie che si dedicano alla diffusione della comprensione degli USA non sono buttati via.

John Kleeves

(http://www.rivoltaonline.org/Usa.htm)


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28 settembre 2011
ITALIA, UNA VOLPE NELLA TAGLIOLA

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ITALIA, UNA PENISOLA INCULATA DAGLI USA

Il degrado materiale e morale italiano è stimolato dal  governo di Roma“ con la sua inefficienza burocratica, il suo banditismo politico, la sua censura mediale, la sua persecuzione giudiziaria, la sua repressione poliziesca, la sua iniquità fiscale, le sue svendite di patrimoni nazionali agli stranieri.

A nord impazzano fascisti e razzisti leghisti con le loro squadracce assassine e i barbari governano intere regioni distruggendo le economie locali ed il territorio, stimolando le parti più degeneri

Il Sud invece è marcio, e su di esso si è stretta la trappola americana. Verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, gli USA sicuri della presa dell’Italia già pensavano a come tenerla sotto il tallone dopo. Venivano da una lunga esperienza neo coloniale, iniziata nell’Ottocento in America Latina ed Estremo Oriente. Si trattava di trovare un’intesa con i ricchi locali e spartirsi con loro le ricchezze del luogo a danno di tutto il resto della popolazione. I grandi ricchi sono potenti perché possono corrompere e ricattare i politici oltre che finanziarli, possono controllare i media, manovrare in modo da formare governi fantoccio, salvando le apparenze e senza mantenere costose truppe di occupazione.

Per aiutare i ricchi locali a tiranneggiare e derubare il popolo ci sono la CIA e il Pentagono: si fa public relations, propaganda, corruzioni, infiltrazioni, approcci di quadri militari e di polizia, inquinamenti di campagne elettorali, brogli; all’occorrenza possono essere eseguiti omicidi, attentati, anche colpi di Stato. Il Clero locale, qualunque sia il tipo di religione, va portato ad accettare la situazione tramite vantaggi economici e di altro genere. Se è presente una criminalità organizzata locale essa è da proteggere e coltivare, perché naturale alleata di un sistema fatto, nella sostanza, di rapine individuali interne ed estere. Va attentamente considerata da specialisti la psicologia, la cultura, dei locali : si tratta all’ultimo di trovare a più livelli collaborazionismo, cioè tradimento, e la predisposizione è importante ; ed è meglio se i locali tendono all’ingenuità, perché così li si inganna più facilmente, e se poi si credono anche furbi ecco un’altra leva.

 

Perché gli USA hanno puntato sul sud.

Gli americani con l’Italia decisero questa strategia, una strategia di ampio respiro, lungimirante, in verità brillante assai, acuta. Per quanto mi risulta essa viene esposta qui da me per la prima volta, dopo 58 anni ; ne ho fatto accenni in alcuni articoli pubblicati nel 2000 sul mensile Orion, mentre la base del ragionamento si trova nel mio libro “ Vecchi Trucchi “ (Ed. Il Cerchio, Rimini, 1991 ) al capitolo “ La strategia della droga “. Era pacifica la collusione coi grandi ricchi italiani, che sono persone e dinastie in carne e ossa ma che qui sono chiamate anonimamente “ grande capitale “ o “ poteri forti “. Era pacifica anche l’intesa col Vaticano, che stava girando loro tramite il monsignor Montini della Segreteria di Stato informazioni e mappe provenienti dalla nunziatura di Tokio che sarebbero servite per i bombardamenti al Napalm della città del febbraio-marzo 1945, esitati in 300.000 morti bruciati. Poi stabilirono - ecco l’idea davvero brillante - che il Paese andava controllato facendo leva sul Sud, perché psicologicamente e culturalmente adatto, anzi adattissimo. Il Nord si prestava molto meno - al di fuori dei suoi grandi ricchi intendo - ma appunto poteva essere impastoiato dal Sud. Bisognava però prima controllare con sicurezza il Sud : l’influenza politica ed economica che si poteva esercitare qui una volta presa militarmente l’Italia poteva non bastare, quantomeno sarebbe sbiadita col tempo ; occorreva un elemento locale stabile su cui contare. C’era la Mafia siciliana. Era stata quasi annientata dal Fascismo, ma poteva essere rivitalizzata e portata dalla propria parte. Come ?

 

Droga e politica estera.

Per capirlo bisogna fare un passo indietro. Riguarda l’uso della droga in politica estera. Cominciarono gli inglesi nell’Ottocento, con la Cina. Controllavano l’India, volevano le merci cinesi per niente ( il tè, le stoffe, le “ cineserie “ ), conoscevano la debolezza dei cinesi verso l’oppio. Allora piantarono il papavero nel Bengala e girarono l’oppio ai cinesi in cambio delle loro merci : risultato netto, merci cinesi gratis. L’importazione e il concomitante contrabbando di oppio in Cina era curato da alcune società commerciali fra cui spiccavano la Jardine & Matheson, ancora esistente, e la Dent & Co. Le missioni Protestanti e Cattoliche in Cina favorivano il traffico, anche abbastanza apertamente : la demolizione del vecchio serviva per l’edificazione del nuovo, dicevano. Il governo imperiale cinese cercò di opporsi alle importazioni di oppio, che sfasciavano la sua società ( gli eroinomani si moltiplicavano, sarebbero arrivati a 40 milioni nel 1946 ; uscivano fiumi di buone merci in cambio di fumo; dilagava la corruzione, l’immoralità, l’ottundimento psichico ), ma la Corona inglese le impose con le armi attraverso due guerre di aggressione, appunto dette le Guerre dell’Oppio ( 1839-1842 e 1856-1860 ).

Bene, il fatto è che gli americani impararono il sistema : assieme alle società commerciali inglesi che smerciavano oppio in Cina ve ne erano anche alcune americane, come la Russell & Co., le quali escluse dal Bengala reperivano l’oppio in Turchia ( tanto che i cinesi credevano che la Turchia fosse uno Stato USA, come la Virginia;  non erano tanto lontani dal vero, e oggi si vede ). Arrivato il loro momento in Cina, anch’essi usarono la leva della droga : il massimo finanziatore locale del governo fantoccio degli USA in Cina, cioè del governo di Chang Kai-shek, era la Mafia di Shangai, che smerciava oppio o eroina dello Yunnan, e loro la protessero da altre concorrenze in patria e la inserirono nel grande circuito internazionale. Fecero questa ultima cosa attraverso Cosa Nostra, la Mafia americana di origini siciliane : Cosa Nostra infatti distribuiva negli USA eroina del Shangai Cartel. I grandi vertici degli organismi interessati - Chang Kai-shek, Shangai Cartel, Cosa Nostra, Washington - erano al corrente dell’accomodamento, che così funzionava sul piano strategico al di là del normale gioco di guardie e ladri che doveva andare avanti, andare avanti solo ai livelli più bassi si intende, giusto colpendo ogni tanto anche qualche boss ( ma non il “ boss, persona difatti che di volta in volta è sempre rimasta sconosciuta ).

 

Resurrezione e aggancio della Mafia.

Con ciò siamo al periodo della Seconda Guerra Mondiale ed è pronta la soluzione al problema della rivitalizzazione e della cooptazione della Mafia siciliana : approfittare delle operazioni belliche per portarla nell’orbita di Cosa Nostra. Anche per questo, oltre che perché bisognava COMINCIARE DAL SUD, fu scelto di SBARCARE IN SICILIA : si poteva anche sbarcare a Ostia, e fare prima. Il boss di secondo piano di Cosa Nostra Lucky Luciano

Salvatore Lucania o Luciania ), che smerciava eroina del Shangai Cartel e che allora si trovava in carcere per sfruttamento della prostituzione, fu fatto comunicare prima dello sbarco con uno degli ultimi boss mafiosi siciliani di spicco rimasti, don Calò ( Calogero Vizzini ) ; il messaggio era : i “ liberatori “ metteranno la Mafia sul trono. Quindi dopo lo sbarco capitarono le cose che sanno tutti : gli americani piazzarono mafiosi e aspiranti mafiosi in tutte le amministrazioni civili provvisorie ( don Calò e Genco Russo furono nominati sindaci delle città capoluogo dei loro “ territori “ ), di dove quelli potevano gestire gli aiuti alla popolazione civile ; ai mafiosi fu anche permesso di “ rubare “ merci dai magazzini militari in modo che si impadronissero del mercato nero e del contrabbando delle sigarette americane, che erano additivate per accelerare la dipendenza ; comparve per iniziativa degli americani l’eroina, che poi fu propinata gratis agli scugnizzi napoletani, dei ragazzini e dei bambini, allo scopo di renderli dipendenti e farne degli spacciatori. L’AVANZATA ANGLOAMERICANA DAL SUD AL NORD FU COSI’ LENTA PER PERMETTERE IL CONSOLIDAMENTO DELLA

MAFIA TRAMITE SITUAZIONI IMPOSSIBILI A GUERRA CONCLUSA. Poi, con la scusa della espulsione di elementi indesiderati, gli USA dal 1946 al 1948 trapiantarono in Italia 200 elementi di Cosa Nostra, tutti di buona caratura, fra i quali difatti anche Lucky Luciano, liberato anzitempo per “ meriti resi agli Stati Uniti “ recita il certificato. Gli americani dissero di aver ricercato la collaborazione della Mafia per ottenere un aiuto da dietro le linee per lo sbarco :  uale aiuto, erano quattro topi di campagna con la doppietta, quattro scassapagghiari, e c’era già tutta la popolazione siciliana ansiosa di passare sotto gli Stati

Uniti, e vedi per questo l’attività di Finocchiaro Aprile. Invece, la Mafia era ricostituita, potenziata e resa dipendente da Cosa Nostra. La dipendenza era assicurata dal traffico di eroina, cui la Mafia era inserita da Cosa Nostra ; in sé e per sé non rappresentava un giro di affari enorme, ma bisogna considerare che era la porta per tutte le altre attività, traffico di armi, contrabbando, prostituzione, edilizia, racket, usura, eccetera. E dietro Cosa Nostra c’era - c’è - il governo degli Stati Uniti.

 

Creazione della Regione Autonoma Sicilia.

Non bastava. Per garantire la Mafia siciliana da persecuzioni dello Stato italiano gli USA nel dopoguerra imposero di creare la “ Regione Autonoma Sicilia “. Una regione autonoma con uno statuto strano : la Sicilia non versa una lira nelle casse dello Stato italiano, ma questo deve pagare per la sua presenza nell’isola, per l’ordine pubblico, il funzionamento della giustizia, la burocrazia, le spese per la sanità pubblica ( queste sostenute dallo Stato italiano per il 63% e non per il 100% come negli altri casi ) e così via. Quale era lo scopo ?

Creare un surplus finanziario per la classe dirigente siciliana, pagato all’ultimo da tutti gli altri contribuenti italiani, la quale nel suo complesso - e cioè fatte salve le solite eccezioni – in cambio avrebbe lasciato prosperare la Mafia. Così avvenne, così avviene. Ecco perché la Mafia è invincibile : la Mafia è una questione di politica internazionale, che ci sarà in Italia sinchè ci saranno gli Stati Uniti ; è come se la sua esistenza fosse stata prevista in una delle clausole segrete allegate al trattato di resa dell’Italia, una di quelle clausole mai rivelate.  Eroici, sì davvero, ma anche ingenui quegli uomini - poliziotti, carabinieri, magistrati - che muoiono lottando contro la Mafia, o che anche solo si rovinano la carriera ( come, pare, il capitano Ultimo che catturò Riina ).

 

Estensione della Mafia in tutto il Sud.

La posizione di leadership del governo statunitense nel traffico internazionale di eroina si rafforzò enormemente, divenendo assolutamente dominante, a partire dal 1949. Allora finì la guerra civile cinese fra Chang Kai-shek e Mao Tze-tung. Finì con la vittoria di Mao, ma gli USA nella immensa sconfitta ( la perdita della Cina, niente meno ) ebbero i riflessi per un’idea - al solito - brillante : il grosso dell’esercito battuto di Chang - il Kuomintang Army – lo fecero riparare a Formosa ( ora la famigerata Taiwan ), ma dei reparti, per un totale sembra

di 2.500 uomini, ma forse 5.000, li fecero espatriare in una zona montagnosa e oltremodo impervia nel nord dell’Indocina, zona che orograficamente occupa gli angoli di tre nazioni diverse, la Birmania, la Thailandia e il Laos : era il Triangolo d’Oro, dove assieme allo Yunnan era coltivato il papavero per il mercato cinese. Lo scopo era di appropriarsi delle piantagioni e di potenziarle. Come accadde : gli uomini del Kuomintang, sempre assistiti da CIA e Pentagono, sottomisero facilmente le selvatiche tribù locali - gli Shan, i Meo, i Mong, altre - e portarono il Triangolo d’Oro ad essere quello che è da alcune decine d’anni: il massimo produttore mondiale di oppio, cioè di eroina ( nel frattempo il governo cinese aveva distrutto interamente le piantagioni dello Yunnan ; quelle inglesi del Bengala sono state distrutte dal governo indiano : non sono come quello americano, loro sono dei governi onesti ). Il Triangolo d’Oro è ancora controllato dal Kuomintang, che ha fatto etnia con i locali e che ancora prende ordini da Washington ; sino a qualche anno fa il suo capo era certo Kun Sha, che con la scusa dell’indipendenza degli Shan compiva azioni terroristiche contro la Birmania, che ha un governo inviso agli USA ( perché non gli fa sfruttare il suo Paese ).

Quindi negli anni Sessanta, e a partire esattamente dalla presidenza Kennedy, gli USA estesero il loro controllo politico a tutta l’America del Sud la quale è - chi non lo sa - l’unicaproduttrice di cocaina. Era fatto l’en plein : gli USA controllavano il massimo produttore mondiale di eroina, il Triangolo d’Oro, e l’unico produttore mondiale di cocaina, l’America del Sud. Inoltre, e non a caso, come altri produttori di eroina nel tempo sono rimasti solo Paesi controllati politicamente dagli USA : Turchia, Pakistan, Afghanistan. Un monopolio. Controllando la produzione gli USA controllano la distribuzione primaria, che avviene difatti

tramite Cosa Nostra, e questa controlla la distribuzione secondaria, affidandola a varie organizzazioni criminali qua e là nel mondo, quelle scelte dal governo USA fra chi gli fa comodo. Al solito, i veri vertici delle varie organizzazioni interessate sono al corrente della situazione, e così la catena di comando, a livello strategico, è stabilita. Il riciclaggio del danaro della droga è effettuato da banche e istituti finanziari americani, ed esteri collegati, in modo che il grosso dei proventi finanziari dell’intero traffico mondiale vada negli USA (vedi Penny Lernoux, “ In Banks We Trust “, Anchor Press-Doubleday, New York 1984 ). Il tutto è protetto da CIA ed FBI. La Piovra è Washington.

In Italia la Mafia siciliana ha fatto nel tempo il suo dovere. Protetta, ha prosperato ed ha coinvolto uomini politici, anche nazionali ( perché ha denaro e il denaro conquista il politico).

Quando il governo USA ha ottenuto il controllo anche della cocaina il giro di Cosa Nostra è aumentato enormemente, e di conseguenza è aumentato anche quello della Mafia, la quale a sua volta a partire dagli anni Settanta ha coinvolto le altre organizzazioni criminali del Sud, la Camorra, la Ndrangheta, la Sacra Corona Unita, col risultato di controllare tutta la politica del Sud ( salvo le eccezioni che non si negano a nessuno ) e da lì di influenzare, di inquinare, di degradare quella nazionale, che così si presenta nel Nord con la faccia del “ governo di Roma “. Ecco la tagliola americana : stringe al Sud.

Il secessionismo del Nord.

Ora può essere affrontato con cognizione di causa il tema del secessionismo del Nord. Condannarlo d’acchito, d’istinto, è poco intelligente : ha dei motivi oggettivi, quelli visti. Il Nord

sta pensando di scegliere se fare la fine del Sud, farsi contaminare dalla cancrena, o cercare una via d’uscita, per quanto dolorosa come quella della volpe. Questo sta pensando, nella mia interpretazione delle cose. Il secessionismo settentrionale non è che una reazione alla presa americana sull’Italia, una sua conseguenza. Le rimostranze del Sud, che rinfaccia al Nord di volersi separare solo perché lui è ricco e il Sud è povero, sono fuori luogo. E’ il Sud ad avere la responsabilità oggettiva della situazione e nell’ambito, in particolare, la Sicilia.

Il Sud si lascia manipolare, non reagisce all’inquinamento e anche alla miseria portate dalla Mafia e dalle altre criminalità organizzate locali, tollera qualunque incapacità e illegalità dei suoi politici e dei suoi amministratori locali, manda a Roma e nella burocrazia statale, a tutti i livelli, degli elementi troppo, troppo spesso negativi, che remano contro il vero interesse nazionale, che inceppano e degradano tutto. Accetta una situazione che danneggia lui per primo e più di tutti, vedi la sua miseria, il suo tasso di disoccupazione anche al 30%. La parte sana e capace del Sud, che pure esiste con non irrilevante consistenza numerica, non trova le motivazioni per ribellarsi alla situazione, non riesce a imporre la decenza civile. E così la Nazione affonda.

 

Era forse meglio perdere subito la Sicilia?

C’è da chiedersi se non fosse stato meglio che a suo tempo il Movimento Separatista Siciliano avesse avuto successo, e la Sicilia fosse diventata effettivamente il 49° Stato americano ( precedendo Alaska e Hawaii, fatti Stati nel 1959 ) ; il resto del Paese, senza Mafia e protetto da un confine sullo Stretto, sarebbe stato meno permeabile alle influenze dell’occupante, sarebbe stato come Germania e Giappone adesso. Ma gli americani non furono così sciocchi da accontentare i Separatisti : loro volevano tutto il Paese. E ora il dilemma è diventato se lasciare al suo destino - non solo la Sicilia - ma tutta quanta la parte peninsulare del Paese, dalla linea Magra-Rubicone in giù. Il problema dell’Italia sono gli americani in casa. Non ci fossero, e ci fosse così un governo nazionale genuino, dove emergono le forze e gli uomini che fisiologicamente nel Paese devono emergere, ogni cosa sarebbe risolta in sei mesi : tanto occorre, ad un governo che lo voglia, eliminare Mafia e collegati, e quindi sanare il Sud e rimettere tutto il Paese in carreggiata. Ma ci sono, e il Paese tutto intero, e cioè configurato così com’è adesso, non riesce a difendersene.

 

20/02/2001 John Kleeves

 


28 settembre 2011
IL SACCHEGGIO DEL CIAD DA PARTE DEI FASCISTI FRANCESI DEL DUCE COLONIALISTA SARKOSZY

 

Esiste un metodo sicuro per sapere da che parte stare: dalla parte dove non stanno le potenze occidentali, l’ONU, la NATO ecc.. Chi ha dei dubbi provi a documentarsi. La destituzione di Gbabo è solo l’ennesimo tentativo riuscito di impadronirsi delle risorse di un paese straniero appoggiando il futuro dittatore, che privilegerà gli scambi e le privatizzazioni con i paesi esteri. Il colpo di stato in Costa d'Avorio è stato ordito dalla Francia con la collaborazione delle Nazioni Unite per imporre un presidente amico che difenda gli interessi delle multinazionali che guidano Francia e Stati Uniti. Le due nazioni vorrebbero garantirsi il monopolio economico dello stato più ricco dell'Africa occidentale. La Costa d'Avorio è ricca di risorse primarie: primi produttori di cacao al mondo, ricchi giacimenti di petrolio e di gas naturali. Risorse che interessano anche a Cina e India, Russia e Brasile, che in questo modo vengono tagliate fuori.

Le imprese francesi, Bolloré, Bouygues, Total, Orange, Sagem e altre, BNP-Paribas, saccheggiano le risorse naturali e umane del paese, garantendosi il monopolio del mercato ivoriano, riserva di caccia francese, grazie a dittatori eletti che la Francia ha messo Houphouët-Boigny, Bédié, Ouattara.

Gbagbo ha reso più trasparenti le gare pubbliche e ridotto il monopolio francese. Attivista in passato per il multipartitismo nel paese, venne anche arrestato per questo. Il rivale Ouassane viene da una ricca famiglia, ha studiato negli USA, lavorato per la banca mondiale e Fondo monetario, quando era ministro ha privatizzato il 75% delle aziende pubbliche dando quote maggioritarie proprio ai francesi. In passato organizzò due colpi di stato, nel 1999 e 2002, e finanziò ribelli e mercenari.

La legge sulle candidature del 2000 escluse Ouattara in quanto non ivoriano: fu proposta dal generale golpista Guei, che prese il potere dopo un interregno alla morte del presidente Boygni (che aveva nominato Ouattara ministro). Il generale credeva di avere gioco facile contro il professore di storia Bagbo che invece vinse. Temeva invece Ouattara, il ricco dirigente africano del fondo monetario internazionale. Le milizie del nord pro-ouattara “Force nouvelle” condussero un tentato colpo di stato nel 2002. e il 19 settembre 2002 in risposta al fatto di essere stato escluso dalle elezioni. In generale ha finanziato gruppi ribelli nel nord.

L’aereporto e il porto di Abidjan, la telefonia, l’acqua e l’energia elettrica erano nelle mani dei francesi. Gbagbo ha cercato di togliere loro spazio in favore degli Stati Uniti. il governo Gbagbo ha ridotto i margini del monopolio francese introdotto 20 anni fa proprio dalle privatizzazioni di massa dello straniero Ouattara. Questa è la sua colpa e un fulcro del conflitto.

La situazione in Costa d’avorio era molto calda da almeno 5 o 6 anni; dall’ultimo conflitto con Ouattara il paese non si è ancora ripreso. Gbagbo è stato eletto in Costa d’Avorio nel 2000 e già nel 2002 si è trovato contro l’esercito del nord con a capo Outtara, protetto da Onu e Francia; nel 2004 accetta di consegnare l’incarico di Primo Ministro al rappresentante dei ribelli del nord che lo tiene fino a dopo le elezioni di novembre del 2010. In seguito alle elezioni nasce questo conflitto dove i due candidati alle presidenziali, Gbagbo e Outtara, dicono di aver vinto. Onu e Francia danno per vincitore Outtara e Gbagbo accusa di brogli elettorali al nord. Ci sono stati brogli elettorali in tutto il paese in particolare al Nord, dove in alcune sedi elettorali si sono contati 160mila votanti quando ne risultavano iscritti solo 5mila. In altre 500 sedi, invece, non è comparso nemmeno un voto.

Il prezzo del cacao è un punto fondamentale. la Francia annulla le commesse di Cacao (la principale produzione del paese: 40% del cacao mondiale. Il suo prezzo era crollato rispetto agli anni ’80. Un programma di liberalizzazioni voluto dal Fondo Monetario nel 2000 abbassò drammaticamente i prezzi rendendo i costi di quello ivoriano non competitivi e danneggiando i contadini: questo è alla base della crisi economica del 2002 che cercarono di sfruttare le truppe pro-Ouattara con un colpo di stato. La nazionalizzazione delle banche e del cacao venne ovvia come conseguenza del congelamento dei sussidi da parte della banca mondiale, dell’embargo di cacao e caffè. La Francia dichiarò un embargo al paese e alcune aziende iniziarono licenziamenti di massa. L’annuncio della vittoria elettorale di Ouattara è stato dato dal canale francese France24 prima che dalla tv di stato.

In Costa d’Avorio ci sono meno ivoriani che stranieri (burkinabè,maliani,etc,etc), non esiste il censimento delle nascite e chiunque può avere un documento falso e andare a votare. Questo che ci hanno riportato i nostri amici ivoriani è proprio questo,le elezioni sono state imbrogliate,ma non al conteggio,bensì nei voti…

La consulta nazionale ivoriana ha dichiarato Gbagbo vincitore: la commissione elettorale indipendente invece Ouattara per alcune irregolarità commesse. Nel dubbio, si potrebbe verificare la reale indipendenza della “commissione”. Oppure invitare a ripetere il voto. Spettava al presidente della Corte Costituzionale dichiarare il vincitore delle elezioni dopo aver ricevuto il rapporto della commissione indipendente.

Onu e Unione africana hanno riconosciuto il suo avversario, Alassane Outtara, come legittimo vincitore delle elezioni dell’anno scorso. Il presidente uscente richiede il riconteggio dei voti. Ban ki Mon ha replicato dicendo che il riconteggio di voti sarebbe un’ingiustizia.. Gbagbo, un tempo alleato di Francia e Occidente, chiese la verità su quelle elezioni e si asserragliò nel suo palazzo, nella città di Abidjan, rifiutandosi di lasciare il potere. Se soltanto avessero fatto un riconteggio invece della guerra, ma né l'Onu né la Francia hanno voluto perché sanno che verrebbero smentiti. Non vi sarebbe l’evidenza di spari sulla folla. L’eccidio più grande (circa un migliaio di vittime) è stato compiuto dalle milizie di Ouattara.

Venne votata la risoluzione 1975 del consiglio di sicurezza ONU a tutela dei civili, come in Libia. La risoluzione 1975 dice che bisogna impedire l’uso di armi pesanti sui civili. La truppe francesi della Licorne non potrebbero agire senza l’ONU e l’ONU non potrebbe attaccare unilateralmente se non per autodifesa. E infatti la sezione locale dell’ONUCI dichiara di essere stata oggetto di tiri da parte di cecchini che hanno fatto dei feriti. In base a questa risoluzione elicotteri Onu e caccia francesi hanno bombardato le milizie di Gbagbo e bombardato la sua casa di Gbagbo.

I ribelli di Outtara, non meno sanguinari del presidente che si aggrappa al potere, hanno preso il controllo di quasi tutto il Paese con un blitz breve ed efficace, grazie all’appoggio della Francia, ex potenza coloniale in Costa d’Avorio.

Outtara, considerato da alcuni come la speranza per il futuro della Costa d’Avorio, potrebbe in realtà essersi macchiato di crimini di guerra, esattamente come il suo avversario. Le organizzazioni non governative accusano le forze di Outtara di aver messo in atto, in maniera metodica, un sanguinoso massacro nella cittadina di Duekoué, dove sarebbero state uccise centinaia di persone (ci sono stime che conteggiano dalle 330 a 800 vittime).

Il Palazzo di Vetro ha detto di “prendere molto sul serio” le preoccupazioni delle ong. Ivan Simonevic, responsabile dei diritti umani per le Nazioni Unite, e Valerie Amos, a capo del coordinamento degli affari umanitari dell’Onu, si sono recati nella cittadina nel centro-ovest della Costa d’Avorio. “La loro presenza indica che l’Onu sta prendendo molto sul serio la questione”, ha sottolineato il portavoce del Palazzo di Vetro, Martin Nesirky.

Il segretario generale Ban Ki-moon, ha proseguito il portavoce, “ha detto chiaro e forte a Ouattara che i diritti umani vanno rispettati”. Il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) sostiene che tra il 27 e il 29 marzo, a Duekoué, sono state uccise almeno 800 persone, principalmente di etnia Gueré. L’Onu, nei giorni scorsi, aveva stimato 330 vittime. Nesirky ha successivamente parlato di “diverse centinaia” di assassinati.

Quindi "il mondo tace", mentre il loro paese viene distrutto dalle forze dell'Onu e dalla "barbarie" dell'esercito francese che dal 31 marzo scorso hanno bombardato a tappeto, distruggendo non solo caserme, commissariati e il palazzo presidenziale, ma anche abitazioni, spazi pubblici e l'Università della città "con la scusa di essere diventata un nascondiglio per le armi". "Cinquant'anni di vita del nostro paese distrutti in dieci giorni, più di 3mila morti tra i civili"

 


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27 agosto 2011
Nazionalizzare
 

Uno stato privo di proprietà è uno stato impossibilitato a fare gli interessi dei cittadini essendo nel mondo capitalista non temperato i privati dediti unicamente al profitto. Uno stato che non controlli i sistemi strategici di comunicazione, trasporti e, più in generale, il territorio a vantaggio di tutti i cittadini è uno stato non in grado di garantire il benessere dei suoi cittadini

Uno stato in debito ha bisogno di entrate future che possono essere garantite solo dalla proprietà delle reti strategiche nazionali. Chiunque si opponga a questa logica che favorisce, per altro, l’attuazione di reali politiche ecocompatibili nei comparti strategici, è un nemico del popolo e ovviamente lavora a favore di interessi privati dannosi all’umanità e alla biosfera. Anch'egli sarà inserito nelle liste di proscrizione e privato dei diritti civili e di ogni proprietà.

Esistono comparti quali la natura, i paesaggi e i beni architettonici e storici che non possono essere lasciati alla gestione dei privati e vanno controllati dallo stato come emergenze nazionali e come sicura fonte di introito. E’ opportuno ricordare che gli interessi privati in un economia liberista non possono garantire l’ecocompatibilità e l’utilità sociale, ma solo lo sfruttamento a fini di profitto. 

  1. Tutti i servizi essenziali (acqua, gas, elettricità, telecomunicazioni, infrastrutture, servizi postali) saranno posti sotto il diretto controllo e proprietà pubblica. Sono stati pagati e organizzati con i soldi degli italiani e devono per tanto restare allo stato. Al privato può spettare la gestione dei singoli tratti ma sempre sotto sorveglianza ai fini della pubblica utilità e sicurezza. Le tariffe dei trasporti possono essere gestite a favore della collettività mantenendo un basso rapporto tra costi e qualità a differenza del privato che tende solo al profitto.
  2. Nazionalizzazione o regionalizzazione delle risorse naturali quali petrolio, gas, minerali e rocce da costruzione. Si tratta di risorse strategiche che devono rimanere in mano allo stato.

La gestione da parte del demanio nazionale o regionale evita di drenare economie verso paesi terzi o privati. IL controllo da parte dello stato del ciclo del cemento impedisce la speculazione a favore di privati

  1. Saranno aumentati i poteri consultivi e propositivi degli scienziati, organizzati in commissioni, per quanto riguarda gestione del territorio, prevenzione delle calamità, aumento della biodiversità.
  2. Sarà ripristinato il demanio nazionale in tutte le aree a rischio idrogeologico, lungo tutte le coste marine e di acqua dolce, le montagne al di sopra dei 1500 metri e le zone di interesse naturalistico e storico-archeologico.
  3. Tutte le acque di superficie devono tendenzialmente essere di proprietà pubblica, pulite e balneabili. Tutti gli enti locali che non provvederanno a un miglioramento delle condizioni delle acque o a un mantenimento del loro buono stato verranno commissariate e tassate attraverso tagli dei finanziamenti statali. Tutti i politici e gli amministratori che negli ultimi venti anni hanno favorito il peggioramento della qualità ambientale pagheranno di persona i danni arrecati attraverso la loro azione.
  4. Devono rimanere allo stato tutti i monumenti e i palazzi storici anteriori al 1945. Le caserme dimesse devono essere destinati ad opere di pubblica utilità o comunque utilizzate per fini di interesse pubblico anche sotto gestione privata
  5. Il demanio dello stato deve basarsi sulla Legge Galazzo e comprendere tute le acque di superficie, le falde relative, le spiagge, le aree di marea, le rupi, le montagne sopra i 2000 metri, le foreste naturali, le zone a rischio idrogeologico, i suoli in erosione.

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27 agosto 2011
BM: Banca Mondiale.
 

BM: Banca Mondiale.

Rubare ai poveri per dare ai ricchi.

La Banca mondiale nasce nel 1944 con la Conferenza di Bretton Woods. Iniziò sostenendo la ricostruzione dei paesi devastati dalla guerra per poi occuparsi principalmente di “politiche di sviluppo” e “lotta alla povertà", finanziando progetti quali dighe, miniere, centrali elettriche, piani di aggiustamento strutturale e l’espansione degli investimenti privati (nel solo 1999, ha investito 29 miliardi di dollari). Conseguenze più o meno immediate: deportazione e distruzione socio-culturale di popolazioni autoctone, distruzioni di habitat naturali, compromissione della rete idrica in vaste regioni. L’Italia partecipa con fondi pubblici e propri rappresentanti nel Consiglio direttivo. Nessuna trasparenza o consultazione della società civile, rispetto nullo delle norme socio-ambientali, ed applicazione di un modello di sviluppo esclusivamente basato sul mercato, queste le caratteristiche di questo organismo.

La Banca Mondiale è di proprietà della Federal Reserve e della Banca d’Inghilterra, a loro volta private e padrone anche del Fondo Monetario Internazionale. Essa nega prestiti a quei Paesi che non accettano di privatizzare il settore dell’acqua potabile.


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27 agosto 2011
L’internazionale del Crimine finanziario.
 

Il FMI è un istituto specializzato dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) creato insieme alla Banca mondiale durante la conferenza di Bretton Woods nel 1944 e diventato operativo nel 1946; i suoi obiettivi sono l’eliminazione delle restrizioni sul commercio estero, la promozione della cooperazione monetaria internazionale e favorire una crescita equilibrata del commercio mondiale con investimenti su scala globale. Con l’insorgere del problema del debito estero dei paesi in via di sviluppo, l’FMI interviene sempre di più nelle politiche economiche e di sviluppo dei Paesi. Ha imposto piani di austerità con conseguente taglio della spesa pubblica, licenziamenti e privatizzazioni come condizione per accedere ai propri fondi. Fallimentare la gestione della crisi finanziaria asiatico-russa del 1997 per la quale l’Italia ha versato al FMI oltre 7mila miliardi di lire. Il suo intervento piuttosto che prevenire le speculazioni finanziarie le ha legittimate, aumentando i costi sociali ed ambientali per le popolazioni di quei paesi.

Il capitalismo, sbarazzatosi da ogni paura, ha preso su di sé l’ambizione, morto Dio, di edificare la civiltà del denaro, sorretta dalla scienza tecnologica e dagli eserciti del Nuovo Ordine Mondiale. Lo statuto del nuovo regime di comando sopprime e smantella il contratto sociale, cancella i diritti dei lavoratori conquistati con lacrime e martiri. L’orrore metafisico, la dittatura che soggioga l’intero pianeta è il liberismo selvaggio. Dopo il terrore di Hitler di cui si decantavano con orrore gli irripetibili delitti ecco sorgere dalle sue ceneri l’ONU-FMI.


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27 agosto 2011
Il capitalismo di rapina
 

Il capitalismo ha tolto ogni ricchezza che stava nelle casse degli stati grazie a politici corrotti e compiacenti che si sono ben guardati dal fare gli interessi del popolo. Ora siamo arrivati al fondo del barile. Le? banche e gli speculatori hanno rastrellato tutto. La crescita dei profitti e del potere di banche e multinazionali si esplica ormai attraverso l'azione diretta di stati imperialisti, che non esitano a scatenare guerre per il controllo strategico di acqua, cibo, petrolio, gas, uranio, sempre più rari, e a distruggere animali, uomini, piante, terra, biosfera a vantaggio degli interessi di un oligarchia contro miliardi di uomini, piante e animali.

Il capitalismo, sbarazzatosi da ogni paura, ha preso su di sé l’ambizione di edificare la civiltà del denaro, sorretta dalla scienza tecnologica e dagli eserciti del Nuovo Ordine Mondiale. Lo statuto del nuovo regime di comando sopprime e smantella il contratto sociale, cancella i diritti dei lavoratori conquistati con lacrime e martiri. L’orrore metafisico, la dittatura che soggioga l’intero pianeta è il liberismo selvaggio. Dopo Hitler di cui si decantavano con orrore gli irripetibili delitti ecco sorgere dalle sue ceneri l’ONU-FMI.

L’economia liberista ha distrutto non solo la qualità delle società, ma anche i sistemi tampone del pianeta favorendo ulteriori catastrofi che si sommano alla diminuzione dei diritti sociali e degli spazi di libertà e partecipazione. Non esistono catastrofi naturali ma solo ignoranza umana. Non esistono problemi sociali, ma solo conseguenze di economie statali errate, non al servizio della collettività. Bisogna assolutamente tornare ad un sistema di stati che detengono ricchezze e proprietà ed essere nemici assoluti dell’economia liberista che distrugge stati, territori e popolazioni sia umane che animali e favorisce catastrofi in nome dell’economia di mercato e della speculazione finanziaria. Qualsiasi legge umana favorisca questi distruttori sociali e ambientali è per natura una legge criminale e tali devono essere considerati chi l’ha emessa e chi la esegue.

Il potere deve immediatamente essere strappato dalle mani delle organizzazioni criminali: banche, multinazionali, mafie e massonerie. Sono loro che detengono il potere, sono loro che devono perderlo. E’ovvio che chiunque si oppone ai nostri punti è un traditore del popolo e deve essere messo in condizione di non nuocere.


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