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27 agosto 2011
Nazionalizzare
 

Uno stato privo di proprietà è uno stato impossibilitato a fare gli interessi dei cittadini essendo nel mondo capitalista non temperato i privati dediti unicamente al profitto. Uno stato che non controlli i sistemi strategici di comunicazione, trasporti e, più in generale, il territorio a vantaggio di tutti i cittadini è uno stato non in grado di garantire il benessere dei suoi cittadini

Uno stato in debito ha bisogno di entrate future che possono essere garantite solo dalla proprietà delle reti strategiche nazionali. Chiunque si opponga a questa logica che favorisce, per altro, l’attuazione di reali politiche ecocompatibili nei comparti strategici, è un nemico del popolo e ovviamente lavora a favore di interessi privati dannosi all’umanità e alla biosfera. Anch'egli sarà inserito nelle liste di proscrizione e privato dei diritti civili e di ogni proprietà.

Esistono comparti quali la natura, i paesaggi e i beni architettonici e storici che non possono essere lasciati alla gestione dei privati e vanno controllati dallo stato come emergenze nazionali e come sicura fonte di introito. E’ opportuno ricordare che gli interessi privati in un economia liberista non possono garantire l’ecocompatibilità e l’utilità sociale, ma solo lo sfruttamento a fini di profitto. 

  1. Tutti i servizi essenziali (acqua, gas, elettricità, telecomunicazioni, infrastrutture, servizi postali) saranno posti sotto il diretto controllo e proprietà pubblica. Sono stati pagati e organizzati con i soldi degli italiani e devono per tanto restare allo stato. Al privato può spettare la gestione dei singoli tratti ma sempre sotto sorveglianza ai fini della pubblica utilità e sicurezza. Le tariffe dei trasporti possono essere gestite a favore della collettività mantenendo un basso rapporto tra costi e qualità a differenza del privato che tende solo al profitto.
  2. Nazionalizzazione o regionalizzazione delle risorse naturali quali petrolio, gas, minerali e rocce da costruzione. Si tratta di risorse strategiche che devono rimanere in mano allo stato.

La gestione da parte del demanio nazionale o regionale evita di drenare economie verso paesi terzi o privati. IL controllo da parte dello stato del ciclo del cemento impedisce la speculazione a favore di privati

  1. Saranno aumentati i poteri consultivi e propositivi degli scienziati, organizzati in commissioni, per quanto riguarda gestione del territorio, prevenzione delle calamità, aumento della biodiversità.
  2. Sarà ripristinato il demanio nazionale in tutte le aree a rischio idrogeologico, lungo tutte le coste marine e di acqua dolce, le montagne al di sopra dei 1500 metri e le zone di interesse naturalistico e storico-archeologico.
  3. Tutte le acque di superficie devono tendenzialmente essere di proprietà pubblica, pulite e balneabili. Tutti gli enti locali che non provvederanno a un miglioramento delle condizioni delle acque o a un mantenimento del loro buono stato verranno commissariate e tassate attraverso tagli dei finanziamenti statali. Tutti i politici e gli amministratori che negli ultimi venti anni hanno favorito il peggioramento della qualità ambientale pagheranno di persona i danni arrecati attraverso la loro azione.
  4. Devono rimanere allo stato tutti i monumenti e i palazzi storici anteriori al 1945. Le caserme dimesse devono essere destinati ad opere di pubblica utilità o comunque utilizzate per fini di interesse pubblico anche sotto gestione privata
  5. Il demanio dello stato deve basarsi sulla Legge Galazzo e comprendere tute le acque di superficie, le falde relative, le spiagge, le aree di marea, le rupi, le montagne sopra i 2000 metri, le foreste naturali, le zone a rischio idrogeologico, i suoli in erosione.

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permalink | inviato da max bianco il 27/8/2011 alle 18:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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