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28 settembre 2011
IL SACCHEGGIO DEL CIAD DA PARTE DEI FASCISTI FRANCESI DEL DUCE COLONIALISTA SARKOSZY

 

Esiste un metodo sicuro per sapere da che parte stare: dalla parte dove non stanno le potenze occidentali, l’ONU, la NATO ecc.. Chi ha dei dubbi provi a documentarsi. La destituzione di Gbabo è solo l’ennesimo tentativo riuscito di impadronirsi delle risorse di un paese straniero appoggiando il futuro dittatore, che privilegerà gli scambi e le privatizzazioni con i paesi esteri. Il colpo di stato in Costa d'Avorio è stato ordito dalla Francia con la collaborazione delle Nazioni Unite per imporre un presidente amico che difenda gli interessi delle multinazionali che guidano Francia e Stati Uniti. Le due nazioni vorrebbero garantirsi il monopolio economico dello stato più ricco dell'Africa occidentale. La Costa d'Avorio è ricca di risorse primarie: primi produttori di cacao al mondo, ricchi giacimenti di petrolio e di gas naturali. Risorse che interessano anche a Cina e India, Russia e Brasile, che in questo modo vengono tagliate fuori.

Le imprese francesi, Bolloré, Bouygues, Total, Orange, Sagem e altre, BNP-Paribas, saccheggiano le risorse naturali e umane del paese, garantendosi il monopolio del mercato ivoriano, riserva di caccia francese, grazie a dittatori eletti che la Francia ha messo Houphouët-Boigny, Bédié, Ouattara.

Gbagbo ha reso più trasparenti le gare pubbliche e ridotto il monopolio francese. Attivista in passato per il multipartitismo nel paese, venne anche arrestato per questo. Il rivale Ouassane viene da una ricca famiglia, ha studiato negli USA, lavorato per la banca mondiale e Fondo monetario, quando era ministro ha privatizzato il 75% delle aziende pubbliche dando quote maggioritarie proprio ai francesi. In passato organizzò due colpi di stato, nel 1999 e 2002, e finanziò ribelli e mercenari.

La legge sulle candidature del 2000 escluse Ouattara in quanto non ivoriano: fu proposta dal generale golpista Guei, che prese il potere dopo un interregno alla morte del presidente Boygni (che aveva nominato Ouattara ministro). Il generale credeva di avere gioco facile contro il professore di storia Bagbo che invece vinse. Temeva invece Ouattara, il ricco dirigente africano del fondo monetario internazionale. Le milizie del nord pro-ouattara “Force nouvelle” condussero un tentato colpo di stato nel 2002. e il 19 settembre 2002 in risposta al fatto di essere stato escluso dalle elezioni. In generale ha finanziato gruppi ribelli nel nord.

L’aereporto e il porto di Abidjan, la telefonia, l’acqua e l’energia elettrica erano nelle mani dei francesi. Gbagbo ha cercato di togliere loro spazio in favore degli Stati Uniti. il governo Gbagbo ha ridotto i margini del monopolio francese introdotto 20 anni fa proprio dalle privatizzazioni di massa dello straniero Ouattara. Questa è la sua colpa e un fulcro del conflitto.

La situazione in Costa d’avorio era molto calda da almeno 5 o 6 anni; dall’ultimo conflitto con Ouattara il paese non si è ancora ripreso. Gbagbo è stato eletto in Costa d’Avorio nel 2000 e già nel 2002 si è trovato contro l’esercito del nord con a capo Outtara, protetto da Onu e Francia; nel 2004 accetta di consegnare l’incarico di Primo Ministro al rappresentante dei ribelli del nord che lo tiene fino a dopo le elezioni di novembre del 2010. In seguito alle elezioni nasce questo conflitto dove i due candidati alle presidenziali, Gbagbo e Outtara, dicono di aver vinto. Onu e Francia danno per vincitore Outtara e Gbagbo accusa di brogli elettorali al nord. Ci sono stati brogli elettorali in tutto il paese in particolare al Nord, dove in alcune sedi elettorali si sono contati 160mila votanti quando ne risultavano iscritti solo 5mila. In altre 500 sedi, invece, non è comparso nemmeno un voto.

Il prezzo del cacao è un punto fondamentale. la Francia annulla le commesse di Cacao (la principale produzione del paese: 40% del cacao mondiale. Il suo prezzo era crollato rispetto agli anni ’80. Un programma di liberalizzazioni voluto dal Fondo Monetario nel 2000 abbassò drammaticamente i prezzi rendendo i costi di quello ivoriano non competitivi e danneggiando i contadini: questo è alla base della crisi economica del 2002 che cercarono di sfruttare le truppe pro-Ouattara con un colpo di stato. La nazionalizzazione delle banche e del cacao venne ovvia come conseguenza del congelamento dei sussidi da parte della banca mondiale, dell’embargo di cacao e caffè. La Francia dichiarò un embargo al paese e alcune aziende iniziarono licenziamenti di massa. L’annuncio della vittoria elettorale di Ouattara è stato dato dal canale francese France24 prima che dalla tv di stato.

In Costa d’Avorio ci sono meno ivoriani che stranieri (burkinabè,maliani,etc,etc), non esiste il censimento delle nascite e chiunque può avere un documento falso e andare a votare. Questo che ci hanno riportato i nostri amici ivoriani è proprio questo,le elezioni sono state imbrogliate,ma non al conteggio,bensì nei voti…

La consulta nazionale ivoriana ha dichiarato Gbagbo vincitore: la commissione elettorale indipendente invece Ouattara per alcune irregolarità commesse. Nel dubbio, si potrebbe verificare la reale indipendenza della “commissione”. Oppure invitare a ripetere il voto. Spettava al presidente della Corte Costituzionale dichiarare il vincitore delle elezioni dopo aver ricevuto il rapporto della commissione indipendente.

Onu e Unione africana hanno riconosciuto il suo avversario, Alassane Outtara, come legittimo vincitore delle elezioni dell’anno scorso. Il presidente uscente richiede il riconteggio dei voti. Ban ki Mon ha replicato dicendo che il riconteggio di voti sarebbe un’ingiustizia.. Gbagbo, un tempo alleato di Francia e Occidente, chiese la verità su quelle elezioni e si asserragliò nel suo palazzo, nella città di Abidjan, rifiutandosi di lasciare il potere. Se soltanto avessero fatto un riconteggio invece della guerra, ma né l'Onu né la Francia hanno voluto perché sanno che verrebbero smentiti. Non vi sarebbe l’evidenza di spari sulla folla. L’eccidio più grande (circa un migliaio di vittime) è stato compiuto dalle milizie di Ouattara.

Venne votata la risoluzione 1975 del consiglio di sicurezza ONU a tutela dei civili, come in Libia. La risoluzione 1975 dice che bisogna impedire l’uso di armi pesanti sui civili. La truppe francesi della Licorne non potrebbero agire senza l’ONU e l’ONU non potrebbe attaccare unilateralmente se non per autodifesa. E infatti la sezione locale dell’ONUCI dichiara di essere stata oggetto di tiri da parte di cecchini che hanno fatto dei feriti. In base a questa risoluzione elicotteri Onu e caccia francesi hanno bombardato le milizie di Gbagbo e bombardato la sua casa di Gbagbo.

I ribelli di Outtara, non meno sanguinari del presidente che si aggrappa al potere, hanno preso il controllo di quasi tutto il Paese con un blitz breve ed efficace, grazie all’appoggio della Francia, ex potenza coloniale in Costa d’Avorio.

Outtara, considerato da alcuni come la speranza per il futuro della Costa d’Avorio, potrebbe in realtà essersi macchiato di crimini di guerra, esattamente come il suo avversario. Le organizzazioni non governative accusano le forze di Outtara di aver messo in atto, in maniera metodica, un sanguinoso massacro nella cittadina di Duekoué, dove sarebbero state uccise centinaia di persone (ci sono stime che conteggiano dalle 330 a 800 vittime).

Il Palazzo di Vetro ha detto di “prendere molto sul serio” le preoccupazioni delle ong. Ivan Simonevic, responsabile dei diritti umani per le Nazioni Unite, e Valerie Amos, a capo del coordinamento degli affari umanitari dell’Onu, si sono recati nella cittadina nel centro-ovest della Costa d’Avorio. “La loro presenza indica che l’Onu sta prendendo molto sul serio la questione”, ha sottolineato il portavoce del Palazzo di Vetro, Martin Nesirky.

Il segretario generale Ban Ki-moon, ha proseguito il portavoce, “ha detto chiaro e forte a Ouattara che i diritti umani vanno rispettati”. Il Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) sostiene che tra il 27 e il 29 marzo, a Duekoué, sono state uccise almeno 800 persone, principalmente di etnia Gueré. L’Onu, nei giorni scorsi, aveva stimato 330 vittime. Nesirky ha successivamente parlato di “diverse centinaia” di assassinati.

Quindi "il mondo tace", mentre il loro paese viene distrutto dalle forze dell'Onu e dalla "barbarie" dell'esercito francese che dal 31 marzo scorso hanno bombardato a tappeto, distruggendo non solo caserme, commissariati e il palazzo presidenziale, ma anche abitazioni, spazi pubblici e l'Università della città "con la scusa di essere diventata un nascondiglio per le armi". "Cinquant'anni di vita del nostro paese distrutti in dieci giorni, più di 3mila morti tra i civili"

 


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permalink | inviato da max bianco il 28/9/2011 alle 19:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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